OVER THE LINE – squash per tutti!

domenica, dicembre 28, 2025 14:27
Pubblicato nella categoria: Comunicazioni

Los Angeles, 2028: lo SQUASH sarà Sport Olimpico! E’ una grande opportunità per allargare il numero dei praticanti, ma servono delle novità. Lo Squash 57 – in pratica il Racketball – va in questa direzione. Il maestro Diego Bertoldo ha un’idea ancor più facile da realizzare, un gioco adatto a tutti che mantiene intatte le caratteristiche dello squash. Vediamo di cosa si tratta in questa recente intervista della nostra Letizia Viel.

LV – Ciao coach, dopo le varie guide tecniche, i campi scolastici mobili e i romanzi con protagonista Nick O’Grady sembra tu abbia un’altra idea, Over The Line, giusto?

DB – Ciao Letizia. Si l’obiettivo è sempre di far conoscere e assaporare il nostro squash a più persone possibili. Con lo squash alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028 abbiamo la grande opportunità di allargare la platea dei praticanti… Over The Line va in questa direzione.

LV – Puoi dirci di cosa si tratta?

DB – L’ho chiamato Over The Line, OTL se preferisci. E’ un’idea semplicissima, un tipo di gioco condizionato che già utilizziamo in allenamento, ma il mio suggerimento è di codificarlo per poterlo giocare in competizioni ad hoc, propedeutiche allo squash, una sorta di “squash dolce” adatto a chiunque.

LV – Interessante, puoi dirci qualcosa di più specifico?

DB – Partiamo dal fatto che lo squash è uno sport impegnativo, fatto di scatti, cambi di direzione, recuperi estremi. È la sua bellezza, ma può anche diventare un limite. Molti sono frenati da età, acciacchi fisici, scarsa forma o piccole disabilità. In fondo il Padel tanto in voga ora, essendo in doppio, deve parte della sua espansione all’essere abbordabile da tutti.

LV – Quindi Over The Line potrebbe essere una soluzione… Puoi spiegare in che cosa consista nella pratica?

DB – Si, detta in italiano “Sopra La Linea”. Non più, quindi, con la palla che deve colpire la parete frontale sopra il Tin (alto 48cm da terra), ma tra la riga mediana di servizio, posta all’altezza di 178cm, e quella di fuori campo posta a 457cm da terra, in pratica quasi tre metri di spazio in cui poter piazzare la palla, direttamente o di sponda come nello squash vero e proprio… senza dover apportare alcuna modifica al campo!

LV – Wow, questo dettaglio lo rende a mio parere un’idea ancor più vincente. E quali sono secondo te i benefici?

DB – Quello, in pratica, di rendere il gioco più “aerobico” e accessibile a tutti. Semplificando il concetto: gli scambi si allungano, mentre diminuiscono le sollecitazioni a carico di schiena e articolazioni.

LV – Hai già qualche riscontro oggettivo?

DB – Si, abbiamo allestito un torneo sperimentale con alcuni giocatori di varie età e categorie e l’esito è stato più che positivo. Sono arrivati in finale un veterano over 45 e uno junior di buon livello, i quali hanno prima disputato un game al 15 Over The Line ed, a seguire, un game al 15 di squash tradizionale. Vuoi sapere l’esito?

LV – Sono curiosa…

DB – Nell’Over The Line ha vinto il veterano 15/6, mentre nel tradizionale lo junior si è imposto per 15/5, potendo nello specifico contare su colpi potenti, attacchi bassi e incisivi e prestanza fisica superiore. Nell’Over The Line gli scambi sono stati molto più lunghi, con conseguente maggiore durata del game.

LV – Qualche altro dato?

DB – Il game Over The Line è durato 12 minuti contro i 7 minuti dell’altro. La media dei colpi per scambio è stata di 14 per il primo e di 7 per il game di squash.

LV – Qualcuno potrebbe obiettare che si può tirare solo ‘lungo’, ma non è così, giusto?

DB – Assolutamente no, si giocano tutti i colpi, corti e lunghi. Si usano le altezze del campo. Si usa molto il lob; aumentano i colpi al volo e le finte. Viene premiata la buona posizione, la precisione e le palle cosiddette “tight”, la lettura e la capacità di anticipo.

LV – Mi hai convinta, io che sono reduce da un fastidioso problema alla schiena mi sa che ripartirò dall’Over The Line…

DB – Ottima scelta, Letizia. Noi ti aspettiamo naturalmente!

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